È il trattamento con la reputazione peggiore e, quasi sempre, la più immeritata: oggi una devitalizzazione si svolge in anestesia e serve proprio a togliere il dolore.
Il canalare, o devitalizzazione, consiste nella rimozione della polpa infiammata o infetta all’interno del dente, nella disinfezione dei canali e nella loro chiusura. È l’alternativa all’estrazione: permette di conservare il proprio dente.
«È un trattamento doloroso»
Il dolore che i pazienti ricordano è quasi sempre quello precedente alla cura, causato dall’infiammazione. La seduta si svolge in anestesia locale e nella maggior parte dei casi risulta paragonabile a un’otturazione un po’ più lunga. Nei giorni successivi è normale un fastidio alla masticazione, che si attenua progressivamente.
«Tanto vale togliere il dente»
Un dente naturale, anche devitalizzato, mantiene l’osso, la posizione dei denti vicini e la percezione della masticazione. L’estrazione comporta poi una sostituzione — impianto o ponte — con tempi e costi maggiori.
«Non fa più male, quindi non serve controllarlo»
Senza polpa il dente non avverte più il caldo o il freddo, ma resta soggetto a carie sul bordo e a fratture, perché è più fragile. Per questo di norma viene protetto con una corona e continua a rientrare nei normali controlli periodici.
«Serve sempre l’antibiotico»
L’antibiotico non sostituisce il trattamento: agisce sull’infezione dei tessuti attorno al dente, non all’interno dei canali, dove non arriva. Viene prescritto solo in casi selezionati e sempre dopo valutazione clinica.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la visita e il parere del tuo dentista.
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