Non serve sempre un intervento importante: spesso bastano piccoli ritocchi per rendere il sorriso più ordinato e luminoso, mantenendo un aspetto naturale.
L’odontoiatria estetica viene spesso associata a trasformazioni radicali. Nella pratica quotidiana, la maggior parte delle richieste si risolve con interventi brevi, poco invasivi e comunque conservativi.
Partire dalla pulizia, non dal colore
Prima di parlare di sbiancamento vale la pena rimuovere placca e pigmentazioni superficiali: dopo una seduta di igiene professionale molti pazienti scoprono che il colore che cercavano era già lì, coperto da caffè, tè e fumo.
Interventi piccoli, effetto visibile
- Sbiancamento professionale: una o due sedute, con gel a concentrazione controllata e gengive protette;
- Rimodellamento estetico: pochi decimi di millimetro di smalto per riallineare bordi irregolari;
- Ricostruzioni in composito: per chiudere piccoli spazi o riparare uno spigolo scheggiato;
- Faccette sottili: quando forma e colore vanno corretti insieme, con limatura minima.
Mantenere il risultato
Il risultato dura se dura l’abitudine: spazzolino due volte al giorno, filo interdentale, controlli semestrali e attenzione nelle prime 48 ore dopo uno sbiancamento, quando lo smalto è più sensibile ai pigmenti. Chi digrigna i denti dovrebbe valutare un bite notturno, altrimenti anche il lavoro più preciso si consuma in fretta.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la visita e il parere del tuo dentista.
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