Una prima valutazione intorno ai sei anni permette di intercettare i problemi di crescita quando correggerli è ancora semplice, spesso senza dover ricorrere all’apparecchio fisso.
Molti genitori aspettano che tutti i denti definitivi siano spuntati prima di pensare all’ortodonzia. In realtà le linee guida internazionali suggeriscono una prima visita già verso i sei o sette anni: a quell’età convivono denti da latte e denti permanenti, e questo permette di leggere in anticipo come si stanno sviluppando le arcate.
Cosa si osserva in una prima visita
Il controllo è rapido e per nulla invasivo: si valutano la chiusura dei denti, lo spazio disponibile per quelli che devono ancora arrivare e le abitudini che possono influenzare la crescita.
- morso profondo, morso aperto o denti che si incrociano al contrario;
- affollamento dei denti anteriori e spazi insufficienti;
- respirazione prevalentemente orale o deglutizione infantile;
- abitudini come il succhiamento del pollice oltre i quattro anni.
Perché intervenire presto conviene
Nei bambini le ossa sono ancora in crescita: guidare uno sviluppo, invece di correggerlo a crescita finita, richiede apparecchi più semplici e tempi più brevi. In molti casi un espansore o un piccolo dispositivo mobile per qualche mese riduce o elimina la necessità di un trattamento fisso in adolescenza.
C’è anche un beneficio meno visibile ma importante: un bambino che entra in studio per una visita tranquilla, senza dolore, costruisce un rapporto sereno con il dentista che si porterà dietro da adulto.
Quando non serve fare nulla
Una prima visita precoce non significa iniziare subito una cura. Nella maggior parte dei casi la conclusione è semplicemente un controllo periodico ogni sei o dodici mesi, per seguire la crescita e scegliere il momento giusto, se e quando servirà.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la visita e il parere del tuo dentista.
Prenota un Appuntamento